Gli Alberi

Le principali specie

Il piano 10.000 ALBERI PER PADOVA si caratterizza per l’alto indice di biodiversità richiesto già in fase di ideazione. Nella fase esecutiva, sono infatti state selezionate oltre 83 specie, garantendo quindi una maggiore diversificazione delle specie e aumentando di conseguenza la resilienza urbana.
Le specie principali che saranno messe a dimora sono:

Acero Camprestre
Foglie di Acero Camprestre

ACERO CAMPESTRE

Acer camprestre L.

Descrizione: Albero alto fino a 20 metri, dal portamento espanso e regolare. Corteccia giallastro-rosea finemente screpolata longitudinalmente. Foglie, decidue, palmate a 5 lobi arrotondati all’apice, un po’ più chiare e opache di sotto. Fiori giallognoli in corimbi eretti. Frutti: samare con ali divergenti a 180°.
Habitat: Boschi e boscaglie mesofile con substrato ricco di nutrienti, fino a 800 m di quota.
Distribuzione: Dalle coste Atlantiche fino al Caucaso.
Particolarità: Questo acero è stato utilizzato, specialmente in Emilia, per sostenere i filari di vite. Il suo legno era inoltre impiegato nelle campagne per fabbricare utensili agrari e arnesi da cucina.

Acero Zuccherino
Foglie di Acero Zuccherino

ACERO ZUCCHERINO

Acer saccharum

Descrizione: Albero alto fino a 40 metri dal portamento eretto – espanso. Corteccia grigiastra, rugosa, fessurata in verticale. Foglie decidue palmato-lobate a 3-5 lobi acuti con margine dentato, più chiare sotto; in autunno si colorano di giallo e rosso. Fiori gialli in corimbi eretti. Frutti: samare con ali ricurve ad “U”.
Habitat: Boschi misti di latifoglie, su suoli profondi.
Distribuzione: Di origine americana, è utilizzato in Europa come ornamentale.
Particolarità: In tutto il Nordamerica questa pianta è ben conosciuta come fonte dello sciroppo d’acero che si ottiene incidendo il tronco e raccogliendo l’abbondante linfa zuccherina. Da noi è apprezzato soprattutto come essenza ornamentale che in autunno si accende di giallo e di rosso in un’incredibile gamma di tonalità.

Acero Riccio
Foglie di Acero Riccio

ACERO RICCIO

Acer platanoides

Descrizione: Albero alto fino a 20 m dal portamento espanso, ombrelliforme. Corteccia brunastra, opaca, finemente solcata. Foglie decidue incise in 5 lobi poco profondi con margine dentato. Fiori giallo crema, in corimbi eretti, compaiono prima delle foglie. Frutti: samare appiattite con ali divergenti a 160 °.
Habitat: Boschi termofili tra la pianura e la fascia montana inferiore su suoli evoluti e piuttosto ricchi.
Distribuzione: Europa e Caucaso.
Particolarità: Albero ornamentale di primo piano, di cui sono state selezionate svariate cultivar, le più interessanti delle quali sono quelle a foglie rosse che producono anche fiori con il calice rosso. In Italia si possono osservare splendidi esemplari in alcune valli dell’Appennino emiliano settentrionale.

Carpino Nero
Foglie di Carpino Nero

CARPINO NERO

Ostrya carpinifolia Scop.

Descrizione: Altezza: fino a 15 metri. Portamento piramidale, corteccia bruna, rugosa, screpolata in placchette rettangolari. Foglie decidue ovate, doppiamente seghettate. Fiori unisessuali, i maschili in amenti, i femminili in spighe. Frutti: Pseudosamare riunite in una sorta di “pigna” pendente.
Habitat: Boschi decidui termofili delle zone collinari e montane fino ai 1300 m di quota, di preferenza su suoli calcarei.
Distribuzione: Dalla Francia attraverso l’Italia, fino al Caucaso.
Particolarità: In passato la carpinella (altro nome volgare del carpino nero) ha rivestito un ruolo economico notevole, trovando impiego nella produzione di carbonella e di legna da ardere. Nel settore orientale delle Alpi si accompagna a orniello e roverella. Bellissimi i boschi puri che si incontrano su tutte le Prealpi calcaree.

Carpino Bianco
Foglie di Carpino Bianco

CARPINO BIANCO

Carpinus betulus L.

Descrizione: Alto fino a 25 metri, portamento “cupolare”. Corteccia grigio scura, opaca, liscia e sottile. Foglie decidue, ovate. Fiori unisessuali, i maschili in amenti, i femminili in spighe. Frutti: acheni alati (pseudosamare) con grande ala triloba.
Habitat: Sui terreni freschi e ricchi di humus in ambienti luminosi e ben esposti, dalla pianura ai 1000 metri di quota.
Distribuzione: Dalla Francia e dall’Italia a est fino alla Russia occidentale, all’Ucraina, all’Asia minore e al Caucaso.
Particolarità: In Italia si possono ammirare carpineti puri nel Parco del Ticino e nel Parco delle Groane (alto milanese), anche se più comunemente la specie si accompagna alla farnia o al castagno, al faggio e al nocciolo. Il legno è molto duro. È stato utilizzato come pregiato combustibile.

Ciliegio Selvatico
Foglie di Ciliegio Selvatico

CILIEGIO SELVATICO

Prunus avium L.

Descrizione: Alto fino a 20 metri, dal portamento espanso-globoso. Corteccia grigio-bruna, liscia, percorsa da file di lenticelle. Foglie decidue, ovato acuminate, seghettate, con caratteristiche ghiandole rosse all’inserzione della lamina sul picciolo. Fiori bianchi, in ombrelle. Frutti: drupa globoso ombelicate.
Habitat: Boschi freschi di latifoglie fino a 1.500 m di quota.
Distribuzione: Dalla Spagna fino alla Turchia, al Caucaso e alla regione caspica meridionale.
Particolarità: Fu domesticato in tempi diversi e in zone differenti del suo areale come albero da frutto, da cui sono state ottenute attraverso i millenni migliaia di varietà. Il suo legno è fra i più pregiati in ebanisteria e nella mobilia per la grana fine, compatta, resistente ma di facile lavorazione, e per il bellissimo colore bruno-roseo.

Ippocastano
Foglie di Ippocastano

IPPOCASTANO

Aesculus hippocastanum

Descrizione: Altezza: fino a 30 metri. Portamento espanso, globoso. Corteccia grigio brunastra, desquamata in placchette quadrangolari con l’età. Foglie decidue palmatocomposte a 5/7 segmenti, glabre, leggermente più chiare e opache di sotto. Fiori bianchi in pannocchie erette. Frutti: capsule spinescenti con grosso seme.
Habitat: Boschi freschi, umidi e misti, su suolo profondo.
Distribuzione: Originario della penisola Balcanica è molto diffuso come albero da parco, giardino, viali alberati.
Particolarità: Per l’elevato contenuto di saponina, un tempo i semi venivano ridotti in pasta e usati come detersivo; la stessa pasta, inoltre, esplica un’azione vasocostrittrice per cui nella medicina popolare veniva usata per curare le emorroidi. La farina che si estrae dai cotiledoni, inoltre, è utilizzata nell’industria cosmetica.

Rovere
Foglie di Rovere

ROVERE

Quercus petrae

Descrizione: Alta fino a 40 metri, dal portamento espanso. Corteccia grigio brunastra, rugosa, solcata in verticale. Foglie decidue a lobi arrotondati regolari, glabre superiormente e pelose di sotto. Fiori maschili in amenti i femminili a gruppi da 1 a 5. Frutti: ghiande con cupola a squame finemente appressate.
Habitat: Boschi puri o misti in clima temperato sub-umido, dal livello del mare fino a 1300 m di quota.
Distribuzione: Dalle isole Britanniche all’Italia meridionale.
Particolarità: La rovere fornisce uno dei legni più pregiati, impiegato per costruzioni navali, pavimentazioni, mobilia, opere d’intaglio e per botti di invecchiamento di vini e liquori. Nel nostro paese sono rari i boschi puri di rovere; è più facile incontrare questa pianta nelle foreste miste di latifoglie, soprattutto sulle Alpi.

Roverella
Foglie di Roverella

ROVERELLA

Quercus pubescens

Descrizione: Alta fino a 20 metri, dal portamento espanso, spesso cespuglioso. Corteccia grigio-bruna, rugosa e fessurata. Foglie decidue obovate, da sinuate a pennatifide, tomentose sulla pagina inferiore. Fiori maschili in amenti i femminili a gruppi da 1 a 5. Frutti: Ghiande con cupola a squame molto appressate.
Habitat: Fascia submediterranea, fino a 800 m di quota.
Distribuzione: Dalla Francia all’Asia Minore; in Italia è la quercia più comune, presente in tutte le regioni e nelle isole.
Particolarità: La roverella forma boscaglie pure o miste con rovere, cerro, carpino nero, orniello, acero campestre e sorbo montano. Una caratteristica che distingue la roverella dalle querce simili è la persistenza delle foglie ormai appassite.

Farnia
Foglie di Farnia

FARNIA

Quercus robur

Descrizione: Alta fino a 40, dal portamento aperto e maestoso. La corteccia diventa presto brunastra, rugosa e regolarmente solcata. Foglie decidue, quasi sessili con orecchiette alla base, oblungo obovate con 5/7 paia di lobi arrotondati. Fiori maschili in amenti, i femminili da 1 a 3 su lunghi peduncoli. Frutti: Ghiande oblunghe con cupola a squame appressate.
Habitat: Zone con clima temperato freddo (fino a 800 m).
Distribuzione: Presente in tutta Europa.
Particolarità: Prelevata in natura e coltivata fin dall’antichità per il legno duro e resistente e per i frutti, appetiti dai suini, la farnia è una delle essenze forestali più pregiate. I boschi del parco del Ticino sono il relitto più “naturale” delle estese foreste che popolavano la Pianura Padana.

Leccio
Foglie di Leccio

LECCIO

Quercus ilex

Descrizione: Altezza. fino a 25 m. Portamento ovale/espanso. Corteccia grigio-brunastra, screpolata. Foglie persistenti, coriacee, molto variabili, verdi scure e lucide superiormente, tomentose e grigiastre di sotto. Fiori unisessuali, i maschili in amenti, i femminili solitari o a coppie. Frutti: ghiande con cupola a squame appressate.
Habitat: Specie tipica della macchia mediterranea.
Distribuzione: Bacino del mediterraneo.
Particolarità: Le più belle leccete del nostro paese si trovano in Sardegna, sull’altopiano calcareo di Orgosolo, nel Nuorese, dove il leccio si accompagna a tassi e ginepri secolari, e sulla costa orientale, nel Bosco di Biriola. Sul Monte Subasio, una lecceta secolare circonda l’Eremo delle Carceri, luogo di ritiro di San Francesco.

Frassino Meridionale
Foglie di Frassino Meridionale

FRASSINO MERIDIONALE

Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa

Descrizione: Altezza. fino a 25 metri. Portamento espanso, slanciato. Corteccia verde, liscia, poi grigio scura e fessurata. Foglie decidue, imparipennate, con 5/13 o più segmenti lanceolati e seghettati al margine. I fiori poco appariscenti sono riuniti in brevi pannocchie, formati da due stami rossastri e dall’ovario, l’antesi fiorale avviene molto precocemente rispetto alla fogliazione. Frutti: samare lanceolato-lineari lunghe 3 – 6 cm.
Habitat: Boschi di ripa, zone umide fino ai 1200 m; In Italia è presente in tutte le regioni.
Distribuzione: In Europa meridionale, dalla Penisola Iberica e dalla Francia fino al Caucaso.
Particolarità: Il legno di Frassino, che gli antichi Greci consideravano il migliore per la costruzione di lance e aste, è estremamente duro, compatto, ma soprattutto elastico e indeformabile. La pianta, però, trova anche largo impiego come ornamentale e per alberature stradali delle aree a clima fresco, specialmente sui rilievi.

Ontano Nero
Foglie di Ontano Nero

ONTANO NERO

Alnus glutinosa

Descrizione: Altezza: fino a 30 metri. Portamento piramidale, corteccia grigio-brunastra, rugosa, fessurata longitudinalmente negli esemplari vecchi. Foglie decidue, obovato orbicolari o rotonde, appiccicose da giovani. Fiori unisessuali, i maschili in amenti, i femminili in “pignette”. Frutti: achenoconi contenenti acheni alati.
Habitat: Depressioni umide delle piane alluvionali, sponde basse dei fiumi fino ai 1000 m, di preferenza su suoli torbosi.
Distribuzione: Dalla penisola Iberica all’Asia occidentale.
Particolarità: In merito alle proprietà meccaniche si presenta come un legno semiduro e omogeneo, di notevole durevolezza in sommersione. Per questo motivo, soprattutto in passato, era largamente impiegato come legname da opera per manufatti sommersi. Il legno di ontano è stato, infatti, notoriamente usato nel corso della storia dell’uomo per allestire la palificazione di sostegno delle palafitte o per realizzare manufatti idraulici; è stato inoltre impiegato per costruire le fondazioni delle costruzioni a Venezia.

Salice Bianco
Foglie di Salice Bianco

SALICE BIANCO

Salix alba

Descrizione: Altezza: fino a 30 metri. Portamento slanciato. Corteccia grigiastra rugosa e solcata in verticale. Foglie decidue lanceolate, sericee, argentee di sotto. Fiori unisessuati in spighe. Frutti: capsule oblungo-piriformi.
Habitat: Suoli alluvionali intorno ai corsi d’acqua e laghi; depressioni umide, dal livello del mare fino ai 1000 m di quota.
Distribuzione: Dal Nordafrica occidentale all’Europa settentrionale e a est fino in Siberia.
Particolarità: È sempre stato largamente coltivato per la produzione dei vimini, espandendosi poi naturalmente nelle zone limitrofe. In Italia è diffuso nei boschi ripariali soggetti a periodica sommersione. È facile incontrarlo nei boschetti che bordano i grandi fiumi di pianura.

Tiglio Nostrano
Foglie di Tiglio Nostrano

TIGLIO NOSTRANO

Tilia platyphyllos

Descrizione: Alto fino a 40 metri, dal portamento arrotondato-conico. Corteccia grigiastra, più o meno rugoso-screpolata con l’età. Foglie decidue, ovato-cordate, con margine seghettato ed entrambe le pagine o pelose o quasi glabre. Fiori giallastri in cime pendule. Frutti: pseudosamare con pericarpo globoso.
Habitat: Boschi freschi o da 0 a 1200 m di quota, con suoli piuttosto evoluti e un microclima umido.
Distribuzione: Europa e Caucaso; in Italia assente in Sardegna.
Particolarità: Si incontra di frequente nei parchi, vicino alle chiese e ai masi delle regioni nordorientali del nostro Paese, probabilmente perché presso i popoli germanici e slavi il tiglio nostrano era considerato sacro. Ad Aldino, in Alto Adige, si può ammirare un esemplare di diversi secoli, alto 30 metri, con 7 metri di diametro.

La messa a dimora

La messa a dimora degli alberi è il primo passo per la realizzazione del progetto 10.000 ALBERI PER PADOVA. È una fase molto delicata, che contrariamente a quanto si pensi, prevede importanti operazioni preliminari e successive e soprattutto l’installazione di sistemi di protezione delle piante che ne garantiscano l’attecchimento nei primi anni di vita.
Queste operazioni garantiscono che, una volta assestato il terreno, le piante si presentino perfettamente verticali e non inclinate, non presentino affioramenti radicali e che il colletto sia ben visibile e non interrato.
Schema di messa a dimora con 3 pali tutori

Schema di messa a dimora con 3 pali tutori

Schema di messa a dimora con 2 pali tutori

Schema di messa a dimora con 2 pali tutori

Dettaglio asola e buco d'impianto nuova alberatura

Dettaglio asola e buco d’impianto nuova alberatura

Sistema di tutori a 3 pali in legno di conifera

Sistema di tutori a 3 pali in legno di conifera

Sistema di tutori a 2 pali in legno di conifera

Sistema di tutori a 2 pali in legno di conifera